Giustizia per Giuseppe Uva – documentario (16 novembre, Milano)

GIUSTIZIA PER GIUSEPPE UVA- Piero Ricca,  Adriano Chiarelli (autore del libro “Malapolizia”), Vittorio Agnoletto e Lucia Uva
presentano il documentario
NEI SECOLI FEDELE – IL CASO DI GIUSEPPE UVA
di Adriano Chiarelli, regia Francesco Menghini
venerdì 16 novembre Inizio proiezione ore 20.00, Segue dibattito con l’autore
Presso Caffè Libreria Gogol & Company, Via Savona 101 Milano, Ingresso libero

La notte tra il 13 e il 14 luglio 2008, a Varese, i carabinieri fermano e arrestano Giuseppe Uva e Alberto Biggiogero.

Uva morirà in ospedale la mattina seguente al suo arresto. Che cosa è accaduto quella drammatica notte?

Il docu-film Nei secoli fedele – Il caso di Giuseppe Uva racconta le vicende legate alla tragica morte del quarantaduenne

in seguito al suo arresto.
Una rigorosa indagine su un decesso ancora inspiegabile e inspiegato, realizzata attraverso un’accurata raccolta
di testimonianze e documenti inediti.
Dopo aver trascorso tre ore in una caserma dell’Arma di Varese, sotto la custodia di otto tra poliziotti e carabinieri,
Giuseppe Uva viene trasportato in ospedale in condizioni critiche.
Nel volgere della notte l’uomo troverà la morte. Le cause del decesso restano ad oggi tutte da chiarire.
L’unico processo celebrato finora, ha riguardato l’ipotesi di morte per colpe mediche, ma è stato dimostrato
– con sentenza di primo grado – che i medici che hanno tenuto in cura Uva dopo l’arresto, non hanno alcuna colpa.
Dopo un supplemento di perizia, sempre disposto dal giudice, è stato scientificamente provato che le cause del decesso
coincidono con un complesso di fattori esterni che hanno scatenato un collasso cardiaco: stato di ebbrezza, stress emotivo, lesioni.
La domanda torna a ripetersi: cosa è accaduto in quelle ore?
Allo stato attuale nessun nuovo processo è in corso, ma il giudice estensore della sentenza ha disposto ulteriori indagini
sull’arco di tempo che la vittima ha trascorso in caserma e sulle reali cause di morte. In quelle ore è racchiusa la verità.
La stampa si occupò del caso, poco noto all’opinione pubblica se non fosse stato per un servizio del programma “Le Iene”
che costò al giornalista e alla sorella Lucia Uva, una querela per diffamazione da parte degli agenti coinvolti, sollevando diversi interrogativi.
Il lavoro di ricostruzione di Adriano Chiarelli su quanto accaduto, vuole far luce sull’ennesimo caso di “Vittime di Stato” come li hanno
definiti i familiari di Cucchi, Aldrovandi e altri che come Uva hanno visto morire i loro cari in circostanze non troppo diverse.
“Da quel momento ho giurato che avrei fatto tutto il possibile per arrivare alla verità sulla sua morte, un simile scempio non può restare impunito”.
Sono state le parole della sorella Lucia dopo aver visto il corpo straziato del fratello. La donna continua a battersi per la verità, convinta,
come dichiara nelle interviste raccolte nel documentario, di poter restituire a suo fratello almeno la sua dignità.
Nei secoli fedele – IL CASO DI GIUSEPPE UVA, un’operazione di verità per portare a galla una storia scomoda per quanto assurda,
una di quelle vicende in cui la banalità del male si mischia con la nebbia dei tribunali senza soluzione di continuità.
Situazioni ormai sempre più ricorrenti in Italia, paese in cui le forze dell’ordine possono godere di particolari garanzie procedurali,
processi blandi e capi d’imputazione attenuati, ogni volta che si trovino immischiati in faccende poco chiare, quando non propriamente criminose.
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